Aggiungo che, steccati o no, ‘ad ognuno le sue idee senza prevaricazioni’; che la laicità non è prezzemolo che possiamo trovare in ogni vivanda.
Infine: il dialogo in democrazia non va mai sospeso, ma l’obiettività dei fatti deve esserne un alimento indispensabile. |
Non è per confutare le osservazioni di Placuzzi su quanto ho scritto,
ma per sottolineare che il mio FORSE non era casuale. Come Placuzzi, sicuramente altri certe cose le interpretano diversamente da me. Eppure, per una volta, intendevo esprimere non
tanto opinioni personali quanto fatti che dovrebbero essere alla luce di tutti.
Ad esempio: Bersani e il PD. Entrambi cose vecchie, da superare; è un fatto che l’uomo abbia già dimostrato il politico che è dopo avere operato come ministro, è un fatto che la maggioranza degli italiani, in più elezioni, non ha espresso sufficiente fiducia al Partito.
Poi: chi ha votato Berlusconi, sbandato o disperato che sia, non riesce a capire che il signore delle televisioni e dei brogli fiscali è veramente l’ultima persona da portare in Parlamento (figuriamoci alla Presidenza del Consiglio). E’ un fatto che, avendo dimostrato in mille modi di non avere visioni politiche convinte ( e meno che mai ideali ), per tenersi i voti della Lega condivida con la stessa il rifiuto di uno Stato multietnico. Così come proprio lo stesso ha esasperato lo scontro fra politica e magistratura ( e sappiamo perché ).
Ancora: al di là delle tradizioni ( culturali ?) del nostro Paese Italia ( dove mai è stata riconosciuta una religione di Stato ), non si capisce proprio perché nelle scuole pubbliche venga esposto un unico simbolo religioso, fatto che può solo esprimere: non avrai altro dio al di fuori di me. E non è scontro fra laici e religiosi, ma, citando quelle comunque oneste, fra interpretazioni ‘di pancia’ e prese d’atto della realtà italiana di fatto ormai irreversibilmente multietnica. Aggiungo che, steccati o no, ‘ad ognuno le sue idee senza prevaricazioni’; che la laicità non è prezzemolo che possiamo trovare in ogni vivanda.
Infine: il dialogo in democrazia non va mai sospeso, ma l’obiettività dei fatti deve esserne un alimento indispensabile.
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