
Credo e penso che per rilanciare la nostra offerta turistica occorra ripartire dalla difesa e dalla salvaguardia del nostro mare, il tanto bistrattato Adriatico, in fondo il turismo a Rimini è nato con la balneazione, quindi ritengo importante ritornare in un certo senso alle origini.Dico questo perché il nostro mare è stato considerato per troppo tempo un elemento secondario della nostra offerta turistica, si è preferito puntare sulla qualità urbana e sull’offerta dei servizi, vivendo come una sorta di complesso di inferiorità rispetto agli altri mar italiani e stranieri..Insomma è stata abbassata la guardia, la salute del nostro mare è stata considerata un elemento secondario rispetto alla nostra offerta turistica, ho sentito con le mie orecchie autorevoli politici locali affermare che una persona non viene a Rimini solo per il mare, perché se cerca solo questo va a Caraibi, in Egitto, oppure sulle coste della Sardegna della Sicilia, della Calabria e della Puglia.E’ stata a mio avviso una scelta miope, che stiamo pagando oggi a caro prezzo.Anche perché per il mare Adriatico i nostri politici locali non hanno fatto niente, salvo cavalcare per anni a fini di propaganda la questione dei depuratori mancanti a Milano, cosa che si ripercuoteva negativamente sulla salute del mare Adriatico, perchè il Po portava all’Adriatico tutte le schifezze e gli scarichi industriali e fognari della città di Milano e zone limitrofe.Adesso che da un paio d’anni i depuratori a Milano funzionano a pieno regime, con chi se la prenderanno?.In questo modo ci siamo creati degli alibi senza fare niente di concreto per rovesciare la situazione.Il cinismo politico non ha confini, travalica perfino gli ambiti delle decenza, il mare Adriatico è stato usato ai fini della polemica politica.
La situazione è sotto gli occhi di tutti
Per fortuna, questa tendenza a considerare l’Adriatico come un “opzional” della nostra offerta turistica, si sta invertendo, sta crescendo anche fra gli operatori economici una nuova consapevolezza che porta a mettere in primo piano la centralità del mare Adriatico, con tutte le sue problematiche, rispetto alla nostra offerta turistica.Per il giornale per il quale collaboro ho seguito il percorso per la costituzione del parco marino al largo di Rimini, che vede l’adesione di numerose associazioni di sub ma non solo, a questa iniziativa aderisce anche l’associazione piccoli alberghi di qualità.Sono stato alla conferenza stampa di presentazione dell’evento, sono stato colpito in modo particolare dall’intervento dei un sub della Gian Neri che ha chiesto esplicitamente l’appoggio della stampa per questa iniziativa, allo scopo di sensibilizzare i turisti e i residenti sulla difesa e sulla salvaguardia del mare Adriatico. Si tratta di un percorso educativo che deve iniziare fin da piccoli. Penso che anche uno spazio informativo come il Pasquino debba occuparsi di questa cosa, per questo motivo mi sono permesso di parlare in questa sede di questo argomento, per aiutare a far crescere fra quelli che ci leggono una coscienza ambientalista legata alla salute del mare Adriatico.
Voglio parlare di questa cosa perché mi sta particolarmente a cuore, perché penso che occorra sfatare il luogo comune che considera l’Adriatico un mare non all’altezza della altre località turistiche note in Italia e all’estero per la bellezza del loro mare.Penso, Anzi sono convinto, che noi non ci possiamo più portare appresso questa schizofrenia, cioè quella di essere una località turistica fra le più rinomate in Italia e parlare con ritrosia del nostro mare, ponendolo in secondo piano oppure dando per scontato che non è l’elemento determinate che ci qualifica gli occhi della gente.
Rimini è una città che si trova sul mare, va bene la destagionalizzazione, va bene l’offerta dei servizi, va bene il palacongressi, ma non dobbiamo dimenticare questo dato di fatto.Ho visto le foto scattate dai sub, i fondali dell’Adriatico non hanno niente da invidiare a quelli del mar Rosso o dei Caraibi, l’Adriatico, è un mare molto pescoso in cui si trova una biologia marina molto sviluppata, in particolare vicino ai relitti di ferro e cemento.Certo, c’è stata anche la questione delle mucillaggini, che è stata un’ autentica mazzata per il nostro turismo, il mare era diventato viola, i turisti scappavano dagli alberghi con le valigie in mano, però penso sia stato un errore sacrificare la salute del mare Adriatico sull’altare del divertimentificio, certo, la situazione era grave e bisognava pur inventarsi qualcosa per rilanciare la nostra offerta turistica, ma alla lunga è stata una scelta che non ha pagato, tanto è vero che tanti anni dopo abbiamo assistito alla creazione della “Notte Rosa”, il capodanno dell’estate declinato al femminile, fatto soprattutto per dare una nuova immagine alla riviera romagnola, che si portava dietro da anni una immagine legata al concetto di trasgressione.
Insomma, porre il mare Adriatico come centralità non solo per l’offerta turistica ma soprattutto come una cosa che deve far parte della nostra quotidianità.
E’ questa a mio parere la sfida che dobbiamo affrontare tutti insieme nei prossimi anni.
Patrizio Placuzzi
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