MEDICI E PAZIENTI NELL’ANTICA ROMA. IL PENSIERO DI RALPH JACKSON
E’ ESISTITA UNA SCUOLA MEDICA CON IMBROGLIONI E MAGHI?
Ma quello che più intriga è “un comune denominatore riminese, costituito da culti, misterici, inferi e salutiferi, infine la miracolosa erba medicinale “reseda,” da assumere recitando formule magiche che teste Plinio, cresceva nei pressi di Rimini delineando un”universo pericolosamente frammisto di medici e di fattucchiere”… |
A distanza di diciotto secoli e’ proprio il Bollettino dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Degli Odontoiatri della provincia di Rimini ad Ospitare gli Atti del convegno Internazionale “ Medici e pazienti nell’antica Roma” che fu discusso il 12 giugno 2008 in Rimini.
In quel pomeriggio di giugno erano presenti i migliori scienziati al mondo con un baglio tecnico di sicuro valore scientifico che si scontrarono fino all’ultimo per far valere le proprie teorie. Ricordo che fui presente con la prof. Maria Rita Oliva a questo scontro di titani sull’arte medica, scienza storica, la ricerca archeologica e la possibilità che ci fosse stata addirittura una scuola medica riminese Il maggior fautore di questa probabile “scuola riminese” era il prof, Lorenzo Braccesi con un suo volumetto “Rimini Salutifera” a cui rispose il Patron dello scavo riminese il prof, Jacopo Ortalli in maniera “piccata.” Gli scontri tra i due, anche in passato, avevano avuto motivi di vivi dissensi e ognuno difendeva le proprie “verità” a spada tratta. Questa volta il dissenso proveniva da verità acquisite sul campo e verità che provenivano invece da voci classiche antiche quali quelle in vesti storiche della grecità e da qualificate vesti storiche di testimonianze scritte nell’antichità.
La scuola medica starebbe tutta qui. Dice Ortalli “ Ariminum sarebbe sede di una consorteria di medici ampiamente nota e per giunta attorniata da un intrigante “sottobosco” di maghe, fattucchiere, e guaritrici e “ città dove l’arte medica non dissociata dalla pratica medica, aveva fama e rinomanza…. La tradizione iatrica in Rimini sembrava intramontabile.
Il concetto viene ancor più esaltato da Braccesi con “ durante il periodo romano è fiorente “ una scuola e affermata tradizione medica e qui doveva esistere una corporazione di medici… supportata dalla religione ufficiale.. Questa scuola conferma Braccesi era intimamente legata alla colonizzazione greca di Egina cosa che invece sfugge a fatti storici concreti. Ma quello che più intriga è “un comune denominatore riminese, costituito da culti, misterici, inferi e salutiferi, infine la miracolosa erba medicinale “reseda,” da assumere recitando formule magiche che teste Plinio, cresceva nei pressi di Rimini delineando un”universo pericolosamente frammisto di medici e di fattucchiere”… in definitiva riteniamo che la nuova luce gettata da Braccesi sulla rinomata scuola medica avrebbe ben potuto rimanere spenta senza rischio di cecità per gli studiosi.
In definitiva viene riesumata la storia degli Egineti dall’isola greca di Egina bravissimi navigatori che arrivarono ad aprire negozi dalle nostre parti. Ecate che non è altro che Diana fu importata a Rimini dai coloni (6000) laziali e campani che vennero a popolare le nostre terre. Il culto di Diana (Ecate) fu da loro trasmesso da questi popoli italici in ricordo dei loro avi e della loro terra. Ma quello che più trasmette incredulità è questa mescolanza di fattucchiere , maghi, stregoni, esoterismo, poi più avanti nel tempo il satanismo in età del primo cristianesimo. Ma di tutte queste cose in Ariminum non si è trovata traccia. In una città di 40mila abitanti non sarebbe stato difficile avere notizie certe. Nel III secolo abbiamo lasciato il guaritore riminese immerso nei suoi studi, con Ippocrate, Celsus, Galeno, Ermarco. Il meglio del meglio. Lo leggerete negli ampi spazi scritti in questo libro “testimonianza” da Ralph Jackson, Jacopo Ortalli,Lorenzo Braccesi, Stefano De Carolis Luciana Rita Angeletti, Danielle Gourevitch. Cristina Ravara. Il vasto popolo degli ammallati, i medici e le loro erbe mediche, Mario Vegetti, tutto coordinato da Stefano De Carolis. E Ralph Jackson che ci parla del “lycium” un pianta medica che forniva già allora una sostanza con le stesse caratteristiche dell’antibiotico.
Romano Bedetti
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