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ANNO 5 - NUMERO 26- 2010
 


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Ho letto l’articolo di Casali, vorrei intervenire di Patrizio Placuzzi
 
Io vorrei dire a Casali che non dobbiamo avere la puzza sotto il naso nel giudicare degli esseri inferiori chi ha votato per Berlusconi, per me non sono gente disperata, la sinistra ha perso le elezioni anche per questo atteggiamento mentale, Bersani però questo lo ha capito
 

Ho letto l’articolo di Renzo Casali, lo trovo stimolante e vorrei intervenire perché offre degli spunti di riflessione ai quali non è giusto diciamo così, sottrarsi.  Come dice Casali, siamo in presenza di una vasta gamma di argomenti che ci toccano da vicino che va da Bersani a Berlusconi, dal kebab al salame, dal burka alle minigonne fino al concetto di laicità dello Stato. Di recente, ho mangiato per la prima volta il kebab, a Ancona, mentre tornavo da Roma e aspettavo il treno per tornare a Rimini. Mi è piaciuto. Così, per dire che so che cos’è.

Bersani per me rappresenta l’usato sicuro, in mancanza di un ricambio di una classe dirigente di nuova generazione ancora da costruire, il problema è un altro, cioè non è ancora chiaro cosa sia il partito democratico, se sarà una riedizione dell’Ulivo oppure con Bersani diventerà un’altra cosa, rispetto al PD di Veltroni e Franceschini. Il concetto di pastrocchio democratico espresso da Casali mi sembra calzante.  Lui dice che vuol fare il bambino nuovo, e il fatto che ha guidare il Pd sia un uomo della sua esperienza politica per me non è un sinonimo di scarso rinnovamento, la giovinezza e la freschezza mentale per me sono un fatto di mente e di cuore, di coraggio di voglia di affrontare nuove situazioni, non sempre queste qualità corrispondono con l’età anagrafica. Ci sono molti giovani che non le posseggono. In questo senso può essere portatore di novità e fautore del bambino nuovo come lui stesso a dichiarato. La sua ascesa alla guida del Pd ha accelerato l’uscita di Rutelli dal Pd che evidentemente non si sentiva più rappresentato dal Pd e tantomeno dalla segreteria Bersani. Autorevoli commentatori politici sostengono che vuole fare un partito legato al socialismo europeo, una cosa diversa dall’Ulivo, come nella tradizione dei Ds, però Bersani è stato appoggiato anche dalla Binetti e da Rosi Bindi, di matrice Cattolica, mentre Fassino, che è  stato  segretario DS ha appoggiato Franceschini. Insomma i timori legati alla segreteria Bersani sono quelli che intenderebbe fare un partito simile ai DS, mettendo da parte la componente cattolica.

Non c’è solo Berlusconi come esempio da portare per evidenziare le anomalie nel nostro paese, anche Di Pietro è una anomalia per esempio, anche lo scontro continuo fra due  poteri dello Stato come la politica e la magistratura è una anomalia, ma questo sarebbe un discorso troppo lungo che ci porterebbe su una deriva sterile nel senso che possiamo parlare tanto e non concludere niente.

 

Aspettiamo il corso degli eventi.

Però sono convinto anch’io che l’anomalia Berlusconi condizioni fortemente la nostra vita politica, per il momento non vedo delle soluzioni pratiche finchè la gente o vota, penso sia una cosa che si evolverà naturalmente.

Io vorrei dire a Casali che non dobbiamo avere la puzza sotto il naso nel giudicare degli esseri inferiori chi ha votato per Berlusconi, per me non sono gente disperata, la sinistra ha perso le elezioni anche per questo atteggiamento mentale, Bersani però questo lo ha capito, lo ha anche detto a chiare lettere, quindi in un certo senso questo atteggiamento rappresenta una novità rispetto a Veltroni e Franceschini. Una novità positiva per me.

Sull’autoreferenzialità del sindacato, è una vita che dico queste cose, sono d’accordo e anche su un programma di intervento per le fasce più deboli della popolazione.

Io vengo da Lotta Continua, dove ho militato in gioventù, non  ho una cultura strettamente della Chiesa, certo sono cristiano perché sono stato regolarmente battezzato. Voglio dire che non ho una mentalità clericale nel senso più retrivo del termine, però io trovo assurdo togliere il crocifisso dalle aule scolastiche e penso anche che certe battaglie spacciate per la difesa della laicità dello Stato sono in realtà battaglie di retroguardia.

 

Io sono per unire non per dividere,

per me contano le persone e le loro esperienze maturate nei loro percorsi di vita, perchè si può prendere il buono da chiunque, io mi sono rotto i coglioni di continuare a alzare steccati fra laici e cattolici, io non sono per “fissare”come dice Casali, non siamo mica in Libano. Vorrei continuare ancora  però mi autolimito per non sprecare delle parole e dei concetti che possono sovrapporsi.

Non so se Berlusconi si sia dichiarato contrario allo stato multietnico, io penso che la sua dichiarazione vada letta in un altro modo nel senso della difesa della peculiarità culturale del nostro continente e che in un certo senso il crocifisso rappresenta, nel senso dell’identità del nostro paese e dell’Europa. Non credo che riconoscere la nostra identità cristiana che è più profonda di un

formalismo giuridico, impedisca il dialogo e l’integrazione con gli stranieri che vengono a lavorare qui in Italia.

Non difendo nessun privilegio, per me la religione cattolica  può anche non essere più la religione di Stato, se è questo il problema, non è questo il punto, ma io non sono per svendere il nostro patrimonio umano e culturale perché ritengo che bisogna andare oltre alla apparenze soprattutto nel valutare anche le situazioni. Voglio fare un paradosso, che però per me è calzante, trovo più laici certi atteggiamenti del cardinale Bagnasco di certi laici incalliti che dicono di difendere la libertà di tutti.   

Per il quanto riguarda il rifiuto del razzismo sono d’accordo con Casali. Sono intervenuto per esprimere la mia opinione perché mi sono sentito stimolato dall’ interevento di Renzo Casali e desidererei che esso fosse pubblicato come redattore, come socio e come lettore.

Ribadisco altresì il concetto che dovremmo cambiare di passo per quanto riguarda la gestione del nostro sito.

Patrizio Placuzzi


 
     


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