Il Pasquino - Via Ristori, 28 - 47900 Rimini (RN) - Email: info@ilpasquino.it

ANNO 5 - NUMERO 26- 2010
 


SEZIONI
 Home page
 Politica
 Cultura
 Poesia
 Musica
 Costume
 Sport

FORUM
 Convegni e dibattiti
 Politica e Istituzioni
 Poesie da un lettore
 Racconti

CITTA' ON-LINE
 Vignette parlate di Sigi's Mondo
     
Il vento della crisi sul nostro turismo Di Claudio Costantini
 
La conseguenza inevitabile è che i cittadini, italiani o europei, taglino a loro volta le spese fino ad arrivare a quelle per la vacanza anche se non è la prima cosa a cui tutti noi vorremmo rinunciare. Ammettiamo che la flessione delle presenza non superi l’8% massimo il 10 e sarebbe già una flessione difficilmente sopportabile. Se alla fonte, gli alberghi, è dell’8% nell’indotto si moltiplica a causa dei prezzi troppo alti e della minor necessità di usare quei servizi, fino ad arrivare ad un mancato incasso che potrebbe sfiorare il 50%.
 

Alberghi e destinazione d’uso

Prima sono solo fessure nella diga dell’economia mondiale, queste a loro volta possono allargarsi sotto la spinta dell’acqua e diventare brecce così vaste da asciugare il lago. Una volta chiuse le falle il lago rimarrà a secco se non pioverà a sufficienza...  Anche se non si è ancora toccati dalla crisi personalmente, si pensa a come poter affrontare il pericolo annunciato. Ognuno per sé, per la propria  famiglia cerca di attrezzarsi per parare i colpi. Come lo fanno gli individui, così lo deve fare la città, la sua economia, la nazione .... Il modo migliore è quello di cercare di capire l’evoluzione delle cose (vedi l’articolo di Proni su questo numero del Pasquino) e predisporre rimedi per tempo e limitare quindi i danni.

Il turismo occupa un alto numero di addetti per quantità di prodotto, molte famiglie cotruiscono il proprio reddito con il lavoro stagionale chi come fonte primaria, chi come completamento ad un altro introito magari ridotto o instabile. Questo ha creato un certo benessere nella Riviera. Chi ha costruito il proprio patrimonio con l’albergo ed in questo ha investito i profitti e pensa di trasformarlo, viste le incerte prospettive,  in appartamenti, aumentando così il valore dell’immobile, e ricavare il capitale più interessi a due cifre, non lo può fare senza rimetterci dei soldi. Non tanto per le nuove norme, ma soprattutto perché il mercato immobiliare è fermo e anche se i prezzi sulla carta degli appartamenti non sono ancora calati, questi hanno scarsissimi acquirenti. Si potrebbero rinnovare le strutture portandole a standard moderni  e funzionali - non si fa altro che parlare di turismo di qualità come elemento vincente nella concorrenza -  ma non ci sono i soldi. Per questo anno e certamente per il prossimo, la Riviera farà turismo con le stesse infrastrutture, vecchie e non adeguate, e gli stessi esercizi alberghieri. E poi non sono così male, almeno quelli gestiti dai proprietari, anzi diversi sono ottimi. Si è enfatizzato in questi anni sulla decadenza degli alberghi (certamente ve ne sono) per spianare la strada al loro diverso utilizzo. Pensate a quanti posti di lavoro si perdono ogni volta che si trasforma un albergo in residence!

 

Gli immigrati e il reddito famigliare

Abbiamo visto a Rimini bar che con una diversa gestione (prevalentemente cinese) sono tornati ad essere redditizi e occupare persone che alla fine qualche tassa la pagano. Forse anche le pensioni ed i piccoli alberghi potrebbero cambiare gestione... La loro redditività in gran parte poggiava sul super lavoro della famiglia. Una cosa analoga sta succedendo in esercizi con gestori immigrati. La nostra Riviera è quella dei bassi costi e il prossimo anno, come già si sta parlando, non aumenteranno nemmeno  della percentuale dell’inflazione: il miglior argomento di attrazione in periodi di crisi. Se però gli albergatori fanno la loro parte nel contenimento dei prezzi come è sempre stato sulla nostra nella riviera, non altrettanto è accaduto e accade negli altri comparti, nell’indotto. E’ successo che alcuni ristoranti e bar fallissero per prezzi troppo alti. Quanti ristoranti sono stati chiusi per mancanza di clienti. Eppure i prezzi non sono calati. Quelli che hanno resistito .- grazie anche ad un target del turismo congressuale con maggiore potere di spesa - hanno quasi formato un cartello di prezzi tendenzialmente crescenti. Una perdita di posti di lavoro notevole! Ogni giorno si legge di licenziamenti e cassa integrazione, meno entrate e reddito per i lavoratori e i cittadini in generale, meno potere d’acquisto.

 

Il sistema Rimini, il turismo, il calo dei redditi

La conseguenza inevitabile è che i cittadini, italiani o europei, taglino a loro volta le spese fino ad arrivare a quelle per la vacanza anche se non è la prima cosa a cui tutti noi vorremmo rinunciare. Ammettiamo che la flessione delle presenze non superi l’8% massimo il 10 e sarebbe già una flessione difficilmente sopportabile. Se alla fonte, gli alberghi, è dell’8% nell’indotto si moltiplica a causa dei prezzi troppo alti e della minor necessità di usare quei servizi, fino ad arrivare ad un mancato incasso che potrebbe sfiorare il 50%. I bagnini che hanno di fatto il monopolio dei servizi di spiaggia (le spiagge pubbliche sono praticamente inesistenti) e praticano tariffe non calmierate da una reale concorrenza (c’è di fatto un cartello delle cooperative) potrebbero, se mantengono prezzi alti,  drenare soldi da altri comparti aumentandone la crisi. I posti di lavoro potrebbero dimezzarsi  e così i redditi disponibili, si innescherebbe a cascata una spirale negativa autoalimentata. La spinta concorrenziale dei nostri alberghi potrebbe essere drasticamente limitata dal sistema Rimini una volta funzionale e motore dello sviluppo turistico. In questi anni si è inceppato, non vi è una reale concorrenza perché il fine non è lo sviluppo dell’industria  turistica, è la rendita immobiliare. I nuovi progetti sulla marina hanno questo segno. Chi gestirà l’innovazione? I riminesi? Ho qualche dubbio.

 

La falsa palingenesi delle crisi economiche e delle guerre

Comincia  a farsi sempre più forte la voce di economisti, storici, filosofi  per cui la “crisi” insieme allo sconquasso potrà essere anche fonte di palingenesi, di rinascita sociale ed economica,  per alcuni morale (parola che  nella  storia si è rivelata spesso pericolosa). Saranno spazzate vie le rendite fittizie, le persone e le fabbriche produrranno merci utili. Si tornerà alle cose semplici della vita, alla purezza (Marinetti ed i Futuristi), alla sobrietà. Il mercato avrà regole attente al benessere sociale, allo sviluppo sostenibile... Per ricominciare in questo modo bisognerà, però, azzerare tutto e ricominciare come dopo una guerra per cui il futuro non potrà essere che migliore... Ma non siamo ancora capaci a prevenire le guerre per essere poi contro? E le crisi di così larga portata ne sono le premesse. E  i paesi dell’Africa...

Sarebbe interessante prefigurarsi la palingenesi di Rimini, le cose utili che il grande vento purificatore della crisi porterà e cosa spazzerà via. Se non  ci fosse stato questo vento e si fosse prevenuta  la sua furia lo scenario economico e sociale sarebbe stato nei prossimi anni senz’altro migliore, e non parliamo del quarto mondo.

 


 
     


Agenzia Web Marketing  Sistema di gestione dei contenuti - CMS