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Le ronde Blog |
Siamo il paese tra i più militarizzati del mondo
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| UN SERVIZIO DI SICUREZZA |
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Siamo il paese tra i più militarizzati del mondo con il più alto numero di poliziotti e finanzieri e carabinieri pro capite, l'idea della ronde è assurda, presuppone una concezione forcaiola della giustizia, una specie di voyerismo sulla questione della sicurezza, pensassero a dotare le forze dell' ordine degli strumenti e soprattutto dei mezzi economici per farle funzionare, per renderle efficienti nello svolgere il proprio lavoro.Non ci sono nemmeno i soldi per mettere la benzina nei serbatoi delle auto delle pattuglie che devono uscire per fare il loro servizio.
Che si è iscritto nel fare volontariato nelle ronde, pensasse a farlo in un altro modo, per gli anziani, per gli handicappati, per le persone che hanno realmente bisogno.
Ne parlano tutti parliamone anche noi, Papero ha proposto le contro ronde, non so se serve una cosa del genere.E' una proposta da politicanti di mestiere.
UN SERVIZIO DI SICUREZZA non si improvvisa, ci vuole professionalità, tutt'al più lo potrebbero svolgere i carabinieri e i poliziotti in pensione, dato che hanno esperienza nel settore.
Patrizio Placuzzi
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La faccia feroce e gli occhi tristi
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Tanti anni fa ho visto una domenica pomeriggio una ronda organizzata dalla lega nel sottopassaggio vicino al campo dei ferrovieri, che unisce la città al mare, erano in quattro vestiti di verde, tornavo dal mare, c'era anche una donna fra loro, aveva la faccia feroce e gli occhi tristi, come un mastino napoletano, a me piacciono le persone sorridenti e gentili, la ronda non fa per me, anche concettualmente, credo nelle capacità investigative delle forze dell'ordine, la sicurezza non è come un lavoro edile che si può appaltare, la ronda stimola sentimenti negativi nella gente a proposito del senso di giustizia. Quelle erano organizzate dalla lega, eravamo nelle fine degli anni 90.
Patrizio Placuzzi
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Allora la ronda si arma. E la violenza cresce
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Vedono le strade dove giocavano i bambini piene di persone che parlano una lingua sconosciuta |
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Scusate se prendo spunto da queste poche righe di Placu, ma secondo me questo testo potrebbe andare in un blog, perché è spontaneo, ed è scritto bene: l'immagine della donna "con la faccia feroce e gli occhi tristi" è davvero molto significativa. In poche parole descrive lo stato di molte persone che oggi hanno paura, sono depresse, vedono il loro mondo sparire, e non sanno perché, non sanno cosa possono fare.
Vedono le strade dove giocavano i bambini piene di persone che parlano una lingua sconosciuta. Sentono parlare di stupri, violenza, e hanno paura. Così girano in gruppo per farsi forza. Negli Stati Uniti succede spesso che i cittadini di un quartiere o di una cittadina si organizzano in ronde. Loro lo considerano abbastanza normale, hanno una tradizione di milizie territoriali che risale alla guerra di indipendenza. Ma spesso la ronda degenera in una difesa etnica: i bianchi o i neri o gli ispanici si organizzano perché non vogliono che i neri, gli ispanici o i coreani entrino nel loro quartiere. Il problema è che una notte uno alla ronda gli spara da una macchina in corsa e poi scappa. Magari non li prende, è solo un colpo di avvertimento. Ma quelli della ronda hanno due scelte. Ho smettono di uscire o salgono in macchina e gli danno dietro. O vanno dalla polizia. Ma la polizia cosa fa? Si mette a fare indagini sui nemici delle ronde? Le forze dell'ordine pensano che se fai le ronde poi ti devi gestire tu. Non puoi andare da loro a dire che i marocchini ti hanno menato. Sei tu che ti sei messo la camicia verde e hai cominciato a girare di notte. Allora la ronda si arma. E la violenza cresce. Oppure come in Brasile, dove le ronde le fanno i poliziotti stessi, quando non lavorano, assieme ai cittadini più duri. Il quartiere fa la colletta e li paga. E loro cercano i delinquenti (a volte sono dei bambini, i meninos da rua) e li ammazzano. L'ultima volta che sono stato, una banda di delinquenti nella zona di San Paolo è entrata in una festa di matrimonio, ha rapinato tutti e ha violentato la sposa davanti a marito e parenti. Alcuni giorni dopo hanno trovato la banda stesa sul prato dello stadio del quartiere. Tutti morti. SanPaolo ha qualcosa come 20 milioni di abitanti. Non credo che succederà così, siamo un paese piccolo e la nostra Polizia tutto sommato è molto efficiente, e siamo abbastanza civili. Ma sicuramente certi sintomi non sono da sottovalutare. gp
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Un provvedimento foriero di degenerazioni
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Sull’istituzione di ronde -o come si vogliano definire - di cittadini delegati a vigilare durante la notte, sostanzialmente sugli immigrati, mi sembra fossimo già di parere piuttosto unanime durante l’ultimo incontro di Redazione.: un provvedimento foriero di degenerazioni quali indica Gianpaolo. Facciamone senz’altro un blog per raccogliere anche opinioni più diffuse.
Renzo Casali
Credo che questa tua considerazione andrebbe pubblicata sul pasquino: è molto bella nella sua semplicità e sensibilità. Sauro
Adesso guardo la tv mi riservavo in seguito di intervenire su un tema riguardante la globalizzazione e il rifugiarsi nelle piccole patrie, che, come manifestazione più evidente, porta ad avere paura del diverso e del clandestino, che sono la punta di un iceberg di un fenomeno più complesso.E' solo un piccolo spunto, per il momento.
Anche perchè i fenomeni di convivenza fra etnie stanno mostrando la corda, mi riferisco alle rivolte degli immigrati nelle banlieu francesi e in parte al fallimento del melting pot negli Stati Uniti, ma la strada da percorrere è questa, la paura del diverso e la fissazione del clandestino sono manifestazioni di un malessere che stiamo vivendo, il rischio è che le ronde possano tirare fuori il peggio che è dentro di noi.Infatti Bossi per giustificare culturalmente la politica della lega ha tirato fuori spesso la teoria del mondialismo, però mi chiedo che senso ha rifugiarsi nelle piccole patrie, i riti celtici, le gamelle, nella chiusura totale perchè di questo si tratta verso lo straniero?, la circolazione delle persone va vista come una opportunità, secondo me, chiudersi nel proprio ghetto non serve a niente.
Detto questo non sono d'accordo con la politica di certa sinistra verso l'immigrazione che è troppo ideologica e che ha fatto solo del male alla sinistra.
Ho letto tempo fa un libro edito dal Mulino del prof Barbagli, che deve essere un collega di Proni, che faceva chiarezza sul legame fra immigrazione e illegalità, Barbagli è di sinistra a me mi è parsa una analisi obiettiva, basata anche sui dati,
io sono d'accordo con la sua impostazione.
Patrizio Placuzzi
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